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Produzioni Metis

Coerografia per inizio millennio

Sulle note di alcuni dei brani che hanno accompagnato le vicende storiche e sentimentali più celebri del ‘900, nasce e si sviluppa il discorso coreografico, rivolto allo studio delle dinamiche fisiche e interiori che hanno rappresentato vicende e stati d’animo del secolo trascorso. L’autore, protagonista delle procedure e delle strategie del mondo economico e finanziario degli ultimi anni, descrive e denuncia le dinamiche presenti e passate della nostra storia recente. Partendo da ciò Il lavoro coreografico si pone come interprete diretto di un discorso, talvolta distante al pubblico, che trova negli episodi della storia ufficiale, gli avvenimenti di una storia di uomini e donne, scritta soprattutto da pensieri, dinamiche e gesti quotidiani, che l’attore e le danzatrici portano in scena. Il racconto danzato di un passato recente, attraverso il vissuto danzato nel presente, perché sia il corpo a parlare di un mondo che non ha nient’altro da dire.

Cinque minuti per la Birmania - Guarda le foto

Un lavoro dedicato alla protesta pacifica dei monaci birmani e alla sua sanguinosa repressione da parte del potere dei militari che prende spunto dalle lettere di Aung San Suu Kyi, leader dell’opposizione democratica e premio Nobel per la Pace.
Sul ritmo travolgente di un brano tratto da Mythodea di Vangelis, le danzatrici usano il gesto come strumento di protesta contro questa ed altre repressioni, anche in segno di solidarietà per tutti quei giornalisti che hanno pagato con la vita il loro impegno di denuncia.

Il Pavone Danzante - Guarda le foto

Un cortometraggio che parte dal lavoro coreografico di Cinque minuti per la Birmania per raccontare, anche con parole e immagini, una delle dittature piú sanguinose della storia, troppo spesso dimenticata dall’Occidente. In questo scenario il pavone rappresenta il simbolo della libertá del popolo birmano che attende ancora il momento di tornare a danzare.

Carpe diem: danzando sui versi di Orazio e Raffael Alberti - Guarda le foto

Un attore (nella parte di Orazio) e sette danzatrici danno vita ad un intreccio di parole e gestualità, di poesia e danza, di musica e immagini liriche che sintetizzano il cuore dell’ispirazione del grande poeta latino, rivelando, oltre il vistoso apparato mitologico presente nelle Odi, il genuino senso dell’epicureismo dell’Autore che trova, nelle Odi, la sua più ampia e completa espressione, con ampiezza di toni e ricchezza di sfumature.
Il carpe diem nel quale si è pensato di poter riassumere questa sua saggezza è innanzitutto il nucleo di una poetica: non la ricerca fine a se stessa del piacere ma il tentativo di scoprirlo nel puro e semplice fatto di vivere.

Filastrocche in cielo e in terra: danzando sui versi di Gianni Rodari

Lo spettacolo prende spunto da quella che è forse l’opera più conosciuta di Gianni Rodari, con decine di edizioni in Italia e traduzioni in tutto il mondo.
Da questa collezione di versi semplici e spiritosi, le varie poesie e filastrocche vengono proposte ai bambini da una voce recitante che interagisce con loro mentre contemporaneamente una specie di buffo clown le racconta mimandole e ci introduce, senza soluzione di continuità, alle coreografie interpretate da tutta la compagnia.